Preoccupazione apocalittica

 

 

Si direbbe che la posizione di un prologo sia sempre pre-occupante.

Del resto, ogni prologo è una preoccupazione, una premura. Ma si può dire anche il contrario, ovvero che ogni preoccupazione è come un prologo. Di qualcosa che potrebbe venire, verificarsi. La preoccupazione è un prologo che fa tutt’uno con il sentimento del possibile. Anticipa l’avvenire, secondo possibilità.

La normale preoccupazione. Come se ce ne fosse un’altra.

 La preoccupazione di un artista, ad esempio, non è di quest’ordine. L’artista è preoccupato da qualcosa che non verrà, che non è dell’ordine del possibile.

Mi vengono in mente le Cinque prefazioni per cinque libri non scritti di Nietzsche. Mi viene in mente pure il libro dell’Apocalisse di Giovanni. Il prologo alla fine del mondo. Qualcosa che mai verrà, perché già è, in un certo senso. Stupendo.

Apocalisse significa rivelazione. Ma, sondandone l’etimo, il termine, richiamando la dea Calipso, così bella da trattenere Ulisse per sette anni, dice pure qualcosa della bellezza.

Del resto, che vi sia qualcosa di apocalittico nella bellezza è noto a tutti quelli che, sbigottiti, dinanzi al bello esclamano: “è la fine del mondo!”.

L’artista si direbbe, allora, preoccupato dalla bellezza, da qualcosa che, mai più venendo secondo l’ordine della possibilità, lo chiama a dare tutto al presente per un’attesa infinita.

C’è qualcosa di promettente nella preoccupazione apocalittica dell’artista: avendo a che fare con la bellezza, che, come ha detto Stendhal, non è se non la promessa della felicità, il nesso sembra inevitabile. Tuttavia, nella celebre frase di Stendhal, quando si afferma che la bellezza sia la promessa della felicità, si intende quest’ultima come il punto di arrivo della promessa, l’oggetto della promessa stessa.

La preoccupazione apocalittica, fondata sulla “preoccupazione della bellezza”, dice invece di una felicità, di un entusiasmo che promette. Nell’artista, ciò che mai si pensava potesse essere l’inizio o il prologo, ovvero la felicità come soggetto (imprevedibile e impossibile), diventa ora ciò che promette ogni autentico avvenire.  

 

 

(Pubblicato sulla rivista il Funambolo, n. 7, “Prologhi”)

Annunci

~ di ariemma su gennaio 4, 2009.

Una Risposta to “Preoccupazione apocalittica”

  1. Direi che inizi alla grande, Tommaso.
    Sarò un curioso lettore e un assiduo frequentatore di queste pagine così ben fatte!
    Qualora il tuo vagabondare nella rete fosse così ampio, ti lascio l’indirizzo del mio blog: http://www.ilviandantedellinguaggio.blogspot.com.
    Nato come lo scorrere del tempo – ovvero, seguendo l’inclinazione a dire del mondo e del suo essere – ha assunto una fisionomia sempre più ampia.
    Un abbraccio, Michele Giordano.
    Io, intanto, ti linko volentieri!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: