Daniel Barenboim: musica per Israele e Palestina

Consiglio a tutti quelli che hanno a cuore ciò che accade a Gaza la lettura di un recente testo di Barenboim: La musica sveglia il tempo (Feltrinelli 2008).  Non si tratta infatti solo di interessanti considerazioni sull’essenza e sul potere della musica, ma del tentativo audace di un parallelo tra musica e vita, tra musica e  politica. Il libro non offre, pertanto, solo considerazioni teoriche: ci sono storie di palestinesi che grazie alla musica cambiano la loro esistenza e quella di altri. Daniel Barenboim, pianista e direttore di orchestra argentino-israeliano, da tempo  impegnato per la questione palestinese,  esprime, così,  in uno stile accessibile a tutti,  una singolare  soluzione musicale per il conflitto tra israeliani e palestinesi. La sua non è, tuttavia, una soluzione pratica, ma il suggerimento di un paradigma, quello musicale, per pensare l’ “accordo”  tra i due popoli. Un testo che dà da pensare. Soprattutto quando Barenboim scrive:

“E’ impossibile ignorare i cambiamenti demografici che stanno avvenendo in Israele; adesso è più che mai necessario ascoltare i palestinesi, sia quelli dentro i confini di Israele sia quelli fuori. Se si potesse tradurre il dialogo israeliano-palestinese in una grande opera musicale, esso acquisterebbe lo status e la distanza necessari perchè entrambe le parti lo possano comprendere, valutare e percepire in maniera obiettiva. […] Il racconto israeliano e quello palestinese – la loro opera di costante revisione e riscrittura della propria storia  – si trovano nel medesimo stato di interconnessione permanente che esiste tra soggetto e controsoggetto in un fuga. Senza il controsoggetto non c’è fuga.  Nè si può dire che il soggetto abbia potenza maggiore del controsoggetto, poichè è una realtà obiettiva tale che senza l’altro nessuno dei due ha una collocazione logica. E’ essenziale che entrambi i popoli, immaginati come soggetto e controsoggetto, comprendano non solo il proprio racconto, ma anche l’esperienza umana dell’altro. […] Soggetto e controsoggetto si completano a vicenda e dipendono l’uno dall’altro per esistere nel mondo sonoro. Se gli israeliani e i palestinesi potessero vedere il parallelo fra il loro dialogo – o meglio, la sua mancanza – e la struttura della fuga, anch’essi prenderebbero coscienza dell’urgenza di coesistere.”

~ di ariemma su gennaio 14, 2009.

6 Risposte to “Daniel Barenboim: musica per Israele e Palestina”

  1. Ho regalato questo libro a mio padre tempo fa..perchè appassionato di musica classica e di Baremboim come musicista..
    Comunque mi hai fatto venire la curiosità di leggerlo..tanto è qui in casa..🙂

  2. a volte i tuoi consigli sono illuminanti🙂

  3. Grazie per il consiglio…ascolterò…
    ciao

  4. Sottoscrivo pienamente!

  5. Di Baremboim esiste anche un bello libro scritto con il filosofo Said, dal titolo “paralleli e paradossi”. Consigliato, ora anche in edizione economica

  6. Ho regalato anche quello a mio padre😀

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