Al cuore delle cose

il-giorno-sveglia-la-notteCiò che ci sta a cuore è ciò che ricordiamo. Tra il cuore e il ricordo c’è un’intima connessione, non sono etimologica. L’essenza della memoria è il desiderio, o come ben diceva Giordano Bruno ne Il sigillo dei sigilli, il trasporto. Ciò che ci sta a cuore, ovvero ciò che ricordiamo – che teniamo a mente, è in un certo senso ciò che trasportiamo, che portiamo con noi, che dura ancora con noi, e nello stesso tempo ciò che ci trasporta, ciò che determina l’estasi. Implicitamente stiamo parlando di una risonanza fondamentale, e per la precisione di una doppia risonanza. In ogni istante la nostra esistenza è circondata da fantasmi. In ogni istante pure noi diveniamo il nostro stesso fantasma. Niente si annienta, tutto diviene spettro, ovvero l’ospite di un cuore. Tutto tende a finire nel cuore di un altro, nel suo pulsare. L’infinito non è ciò che permane, ma, alla lettera, ciò che non cessa di finire, ciò che continuamente finisce in altro. Non c’è che l’infinito risuonare.
Si sta parlando forse di musica, non c’è dubbio, di una musica primordiale, di ciò che è all’origine della musica. Quando pronunciamo questa parola: “musica”, evochiamo, nello stesso tempo, un termine fondamentale della grecità, ovvero la musa, chi è a guardia dell’arte. Nello stesso tempo nominiamo pure l’essenza della musa, la musa in quanto tale. L’origine delle muse. E nominare la loro origine, qui, vuol dire proprio ciò che le genera.
Ebbene, madre delle muse, è, secondo la mitologia classica, la Memoria. Ovvero la risonanza, il trasporto, il desiderio incessante. Tanto possiamo godere della musica in quanto siamo esseri che possono risuonare. Come una corda di violino. Forse è la musica a suonarci, perché il cuore, dal latino cor -cordis, ha la stessa radice del termine corda.

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~ di ariemma su gennaio 16, 2009.

8 Risposte to “Al cuore delle cose”

  1. Articolo davvero interessante. Anzi, più che interessante. E’ un post che avrei voluto scrivere io, mi ha lasciato senza fiato. Complimenti. Ne terrò traccia.
    V

  2. Tratti dei temi assai interessanti con evidente competenza, però, ad un primo approccio, mi risulta difficile intuire le novità della tua impostazione rispetto alle sterminate sedimentazioni del “già detto” in campo artistico. Non rimane dunque che seguirti, per sondarne la fecondità attraverso l’applicazione ad un certo numero di casi concreti. Ciao 🙂

  3. @Valentina: Grazie! è il tuo commento a togliermi il fiato.:)

    @Elio: Sul blog non c’è ancora molto, e per il momento i miei approfondimenti si trovano su carta, nei miei testi. Ad aprile uscirà il mio testo sul senso della pittura. Ma ne parlerò a breve sul mio blog. G

  4. Grazie mille per la visita al mio photoblog..ora sto partendo per Bologna, ma appena rientro sbircio per bene il tuo!

  5. La musica come risonanza da Cuore a Cuore, essendo la musica la voce del Cuore.

  6. @Tommaso
    irrompe in questo tuo post, con forza, la questione fondamentale della ri-sonanza, che, come ti dissi in precedenza, secondo un’ipotesi della fisica contemporanea, consentì, con la nascita dell’atomo di Carbonio, il germogliare, guarda caso, della vita. Possiamo ricondurre quest’evento alla “genealogia” del cuore, che, per de-finizione, instaura l’orizzone di senso correlato alle emozioni affettive (ex movère = portare fuori, rendere manifesto).
    Per il vocabolario la risonanza è: “l’amplificazione dell’ampiezza delle oscillazioni di un sistema, somministrando energia sotto forma di impulsi periodici anche di minima intensità, ma con la stessa frequenza (empatia) di oscillazione del sistema oscillante”. Possiamo quindi con-cludere che la risonanza, a livello umano, è quel fenomeno che amplifica la nostra sensibilità interiore, ex-ponendoci potentemente al mondo. Di conseguenza, aumenta la nostra fragilità ma anche la nostrà disponibilità al rischio (sentiamo che ne vale la pena). Il tema ci ri-porta ineluttabilmente, come vedi, alla filosofia dell’esposizione…

  7. “Nutre la mente solo ciò che la rallegra” scriveva Sant’Agostino. E quella felicità la cerchiamo “per re/cord/ationem”, perchè il cuore ne ha memoria
    ciao

  8. La memoria, madre di tutte le muse…sarà per questo che tendo a conservare così tanto nella memoria, come fosse il caldo ventre di una madre, che protegge e custodisce.
    E mi fa piacere non dimenticare niente (o quasi) ed anche se talvolta penso di aver accantonato dei ricordi, mi accorgo che, se più o meno consciamente stimolati, essi riemergono, riaffiorano…
    Perchè in effetti, non possiamo lasciar andare ciò che ci sta a cuore, restiamo legati “al cuore delle cose”. Ed è giusto e bello così.

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