Il curioso caso di Benjamin Button

Capita raramente che ci si affezioni a quasi tutti i personaggi di un film. Anche quando questo si annuncia  concentrato sulla singolare capacità di Benjamin Button (interpretato da un ottimo Brad Pitt),  che, invece di invecchiare, ringiovanisce. Si segue il film all’inizio aspettandosi che si faccia del personaggio un mostro per la società. E invece niente. Benjamin Button si mimetizza benissimo con gli altri personaggi e il film non manca di giocare con questo mimetismo. Nasce vecchio e si trova abbandonato in una casa per anziani, per esempio.  Benjamin Button è piuttosto la coscienza della singolarità delle persone che incontra. Si accorge di quanto siano speciali, come lui. Un film corale, bellissimo, attraversato da una storia d’amore tenera e coraggiosa. Consigliato a chi crede nella magia degli incontri.

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~ di ariemma su febbraio 18, 2009.

7 Risposte to “Il curioso caso di Benjamin Button”

  1. Il film non l’ho visto, così non posso entrare nel merito, ma ho letto critiche di segno opposto. In sostanza, si considerava del tutto gratuita la “trovata” di fare ringiovanire il protagonista, come fosse un’occasione sprecata. Il critico diceva che tutto il film poteva farsi senza cambiamenti significativi senza questa trovata. Il tuo commento aumenta la curiosità di andarlo a vedere. Magari ne riparliamo dopo…

  2. Di certo la “trovata”, che è poi di Fitzgerald, poteva essere sfruttata in maniera più spettacolare, ma concordo con Tommaso, la bellezza del film sta proprio nel suo equilibrio di incontri e di relazioni. C’è poi quell’elemento magico e favoloso, a sottolineare lo stupore per la scoperta del mondo da parte del protagonista (come accade ad esempio nelle epiche scene di mare) che lo rendono ancor più godibile.

  3. Ho visto il film ieri e sono rimasto colpito anche io dal fatto che appunto nessuno vede Benjamin come un mostro, fatta eccezione forse in un solo caso. Come vuole poi il costume di un certo genere letterario, tutta la storia scaturisce da un oggetto magico da cui per l’appunto sembra derivare come ‘naturale’ effetto: ed è in fondo questa la vera magia, al di là dell’oggetto, cioè che sembri una storia ‘naturale’ quando palesemente non dovrebbe esserlo. E su questo sono d’accordo con te. Però mi ha colpito una riflessione di N., con cui ho visto il film, e che in sostanza estendeva questa sensazione di ‘naturalezza’ non sono ai personaggi e al film in generale, ma anche a coloro che in quel momento fruivano dell’opera. Insomma, lei diceva più o meno: “possibile che nessuno abbia gridato ‘ma non può essere, è solo una finzione?'”

  4. Bellissimo, bellissimo, bellissimo. Anche se un po’ lento.

  5. non vedo l’ora di vederlo per poter esprimere il mio parere 🙂

  6. purtroppo non l’ho visto ma desidero farlo e tu mi hai oltremodo incuriosita. ciao gemellino, spero un giorno di incontrarti perchè deve essere davvero molto bello ascoltarti. credo tu abbia moltissime cose da insegnarmi, anche se sei così giovane. chi sa gustare l’arte come sai fare tu ha sempre molto da insegnare…inoltre, sei un filosofo…e ho sete di filosofia di vita…che c’è sempre da imparare ed una vita sola, purtroppo, non è sufficiente ad arrivare neppure alla soglia di ciò che resta di sconosciuto anche se è tutto contenuto nelle nostre cellule…nell’energia che ci nutre…la mente è poca cosa…
    un abbraccio.

  7. accidenti! perchè non sono andata a vederlo? (dovrò guardarlo in DVD o aspettare che arrivi su sky! 😦

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