Franklyn

Un film decisamente interessante e consigliato. Gioca fin dall’inizio con le apparenze e le credenze, a partire dalla locandina. Non è un film horror come si può facilmente credere, anzi è poetico, intimista, riflessivo. Il piccolo gioiello cinematografico di questi giorni. Un film difficilmente classificabile, che ruota intorno all’incredibile: quattro personaggi sono logorati dalle loro fedi, dalle loro credenze utili per sfuggire a ciò che trovano inaccettabile. Un padre cerca il proprio figlio ma non vuole accettarne la follia, un uomo crede ciecamente nella sua missione ma non vuole accettare la realtà, un amante non vuole accettare la sua delusione e una giovane artista preferisce uccidersi piuttosto che accettare la verità. Il film mostra quanto credere sia facile, bello, assicurante, giustificante. Anche chi dichiara di non credere, alla fine, crede ciecamente nella sua mancanza di fede. Credere, tuttavia,  non ci fa  “incontrare” davvero nessuno, pregiudicando ogni incontro futuro. Perchè incontrare davvero significa uscire dalle nostre attese. Difficile è fronteggiare l’incredibile, aprirsi agli incontri e agli scontri: tutti i protagonisti del film sono chiamati a misurarsi con questa difficoltà. Andatelo a vedere, vi farà pensare.

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~ di ariemma su aprile 25, 2009.

16 Risposte to “Franklyn”

  1. non è il “credere” o non “credere” che ti avvicina o ti allontana dagli altri, ma l’essere dei “tipi fortemente ideologizzati” che preclude ogni incontro, ogni rinascita, ogni emozione.
    L’avere dei principi o il credere in qlcs e allo stesso tempo l’essere pronti al confronto, al dialogo, pe rivedere alcuni punti, “tornare sui propri passi”, a mio avviso, è la strada giusta per cercare di capire qst vita e vivere al cento per cento, senza rimpianti, riuscendo così a prendere tutto ciò che di bello c’è.
    Grazie per i consigli che dai.

  2. Quando crediamo fortemente in qualcosa, creiamo nello stesso tempo delle forti attese. Non dico che questo non possa avvicinarci agli altri, ma in un certo senso li anticipa, li prevede. Incontrare qualcuno che non si “credeva” di incontrare, provare qualcosa che non si “credeva” di provare, ha a che fare con lo “scoprirsi”. Chi crede ciecamente non scopre più nulla. “Fede”, etimologicamente, vuol dire “chiusura”, patto. Come la fede al dito, anello perfettamente chiuso, che interrompe e preclude ogni altro incontro. La questione è certamente delicata, e il film da questo punto di vista fa riflettere, fornendo piuttosto delle suggestioni. Certamente non è un film per tutti: molti nella sala sono rimasti delusi. “Credevano” di vedere un film horror 🙂

  3. concordo con te tranne su un punto.
    La fede al dito, o meglio il simbolo di amore e fedeltà, non è una chiusura, ma un patto che fai con la Donna o Uomo che decidi di avere accanto per tutta la vita. L’essere “impegnati” e “fedeli” alla propria scelta d’amore, non è una chiusura nè preclude confronti o scelte ideologiche diverse. L’anello significa “Amo chi ho scelto e sono felice con lei e non ho bisogno di un’altra Donna e/o Uomo nel mio letto e nel mio cuore”.
    L’argomento è troppo delicato e su un blog potrebbe essere sminuito, è vero.
    baci

  4. beh, come tu stessa dici, l’amore come fedeltà significa che nessun incontro amoroso è più concesso. Dunque la mia tesi, secondo cui la fede impedisce l’incontro, ogni incontro successivo, è fondata. Tra le altre cose, io penso che tra l’amore e la fedeltà ci sia una grossa differenza, e che quando il primo si risolve in fedeltà si sminuisce. Ultimamente sto scrivendo proprio su questo. Come dire che il tema mi sta a cuore 🙂

  5. dipende. tu cosa intendi quando parli di amore?
    Per me amore è passione, amicizia, complicità, sincerità, fedeltà, è tutto ciò che unisce un uomo e una donna “amalgamando” (passami l’espressione) le differenze. (è difficile da spiegare su un blog, prova a pensare, per farti un’idea, a due fiamme che si incontrano e che si nutrono a vicenda senza spegnersi mai, l’una non può esistere senza l’altra, da sole bastano, non hanno bisogno della legna. é difficile da capire, lo so!!).
    Se ami così “follemente” e non puoi fare a meno della persona che ami,allora è amore e non hai bisogno di un’altro.
    Secondo me la fedeltà sminuisce quei rapporti che sono basati su una semplice attrazione fisica o mentale, mentre è elemento fondamentale del vero amore.
    Se ami sei fedele per forza, perchè tu non puoi esistere senza l’altro, il suo respiro è la tua aria, lei è la tua acqua, se manca lei il resto non ha senso. Ovviamente se non hai mai amato non puoi capire.
    se mi chiedi: “perchè alcune storie finiscono?” la risposta è semplice: “spesso pensiamo che una persona sia la nostra “anima gemella” perchè abbiamo un’idea sbagliata di noi e siamo convinti di essere come noi ci immaginiamo”. Sbagliatissimo. Posso vedermi solo attraverso gli “occhi” degli altri ed è attraverso l’altro che posso comprendere la mia natura e cosa realmente voglio. Scusami hai scritto un libro, lo hai dedicato a lei, come fai a parlare di fedeltà che sminuisce il rapporto? sinceramente in passato sono stata tradita e ho perdonato, ma l’ho fatto solo perchè prima di dire è amore io devo sperimentare, valutare, vivere, confrontarmi, poi un giorno mi sposerò e sarò fedele ancora di più.
    Tuttavia così è tutto sminuito, secondo me devi prima amare con tutto te stesso, e poi si, che potrai parlare di fedeltà e amore come binomio inscindibile.
    non si può parlare di fedeltà senza amore e/o viceversa.
    Esempio pratico:
    sono circa due anni che tra alti e bassi, più bassi che alti, frequento un ragazzo e siamo fedeli l’uno all’altro. Cosa c’è di strano? Semplice: non è amore e non è fedeltà, ma accontentarsi l’uno dell’altra, almeno fino a quando non troveremo l’amore. Non a caso abbiamo litigato e sono tornata a casa senza dirgli neanche perchè, eppure siamo entrambi credenti!!!!
    notte

  6. credere aiuta soprattutto, perchè credere implica il principio di una fede, che non necessariamente deve essere assoluta ma che serve a stare a galla in questo mare di esistenza.
    (chi vive senza credere in ciò che fa o in ciò che vuole raggiungere, non arriverà mai a sentire e a scoprire l’essenza delle cose).
    il film può essere interessante anche se in genere preferisco quelli con una trama sola così non si corre il rischio di confondere o mischiare le storie che si intrecciano…

    Buona domenica Tom 🙂

  7. @Raffaella:
    io penso che, se si ama, il problema della fedeltà non si pone affatto. Se amo una persona non è perchè non voglio stare con altri, ma perchè voglio stare con quella persona. Se amo una persona, non è perchè non voglio incontrare più altre persone, ma perchè non smetto mai di incontrare la persona amata. Lungi dal possedere qualcuno, chi veramente ama sa che l’amato è terribilmente sfuggente, ricco, sempre da incontrare. La nostra cultura, riducendo l’amore a fedeltà, vuole esorcizzare il suo potere destabilizzante. Essere fedeli non destabilizza affatto, ma rassicura, mette al riparo. L’amore, al contrario, espone, ci rende sopresa a noi stessi, per quello che diventiamo capaci di fare. L’amore ha sempre a che fare con l’incredibile. Se ha a che fare con la fedeltà, come fa ad essere incredibile? Quando si tratta di “credere” in un rapporto, vuol dire che è arrivata la costrizione, la morale, che è finito tutto.

    @Carla: caratteristica molto comune è mettere un po’ il credere dovunque. Secondo me è un errore. Per esempio, dove tu dici “credere” io metto “desiderare”. Come vedi la cosa cambia. Mi sembra riduttivo fare una cosa perchè si “crede” in quella cosa. Fare una c.osa perchè la si desidera, ecco un buon concetto! Possa tu desiderare tutto quello che fai, piuttosto che credervi:) Questo è il mio augurio domenicale!

  8. no, sei tu che poi riduci l’amore a fedeltà, non la nostra cultura!
    Ognuno vede solo ciò che “vuole” vedere perchè oggi siete tutti “fortemente ideologizzati”.
    Prima anch’io ero così, ma dopo avere letto “la forza del pudore” ho subito una catarsi e ho imparato ad andare oltre.
    La fedeltà mette al sicuro?!la fedeltà è un riparo?! ma assolutamente no.
    “la nostra cultura, riducendo l’amore a fedeltà, vuole esorcizzare il suo potere destabilizzante”, è solo la tua interpretazione e sei tu che “vedi” nellla fedeltà un riparo.
    Ricordati però che le tue possono essere illazioni.
    baci.

  9. Certo che le mie possono essere delle illazioni. Basta mostrare che sono prive di fondamento. Io penso che la fede sia rassicurante, che essere fedele significa in un certo senso barricarsi dietro qualcosa, che la fede dia forza. Ovvio che si può pensare il contrario. Non “obbligo” nessuno a pensarla come me. Questo penso basti a distinguermi da quelli che tu chiami “tipi fortemente ideologizzati”. Esprimo solo il mio pensiero, tutto qui. Inutile dire che “desidero” continuare a farlo, e a pensare che l’amore centrato sulla fedeltà sia un amore da cani. C’è libertà di pensiero, eh!

  10. potrei darti mille motivazioni per dimostrare che le tue sono illazioni, ma sarebbe tutto sminuito da un blog.
    nessuno ha detto che sei “fortemente ideologizzato” sei tu che lo hai pensato, o meglio, ti sei sentito tale.
    Tra l’altro non l ho mai pensato di te, altrimenti il tuo libro non mi sarebbe piaciuto, non credi?!
    Ho usato “voi” per sottolineare il mio distacco, non era un’accusa.
    Se la fede fosse rassicurante tutti sarebbero felici e contenti, evidentemente, poichè ciò non è vero, c’è qlcs che non va, non credi?!
    “la fede” non è un riparo, non è un barricarsi, è molto di più.
    baci

  11. Io mi fermo purtroppo alla lingua italiana e il tuo commento usava “voi” e “tutti” in una maniera difficilmente fraintendibile. Dire che ti sei espressa male era meglio. Comunque venendo al nostro discorso, penso che le mie non siano delle illazioni. Ovviamente sono ben accette tutte le argomentazioni possibili che lo provino. Tuttavia, la vedo dura.
    Riposndere alla tua domanda è molto semplice: la fede non rende affatto felici e contenti, perchè essere rassicurati non rende affatto “felici”. Barricarsi, chiudersi quando esporsi solo può rendere felici(o tristi, ma bisogna rischiare) come vedi non ci dà alcuna contentezza. Essere sicuri, ricercare la sicurezza è la vera passione triste del nostro tempo. La fede mai potrebbe dare l’entusiasmo che si prova dinanzi all’insperato. Essere fedeli alla propria donna o al proprio uomo non ha niente a che fare con la felicità.

  12. hai ragione, mi sono espressa male. Errare humanum est!
    siamo lontani “anni luce”. “Essere fedele al proprio uomo o alla propria donna non ha a che fare con l felicità”.
    A mio avviso la fedeltà è importante,è elemento fondamentale di un rapporto di coppia, non è un riparo, non è un mettersi al sicuro, ma è un decidere di “vivere” la persona che ami (qui concordo con te qnd sostieni che l’altro è ricco ecc.) escludendo l’ intruso. L’intruso può solo servire, raramente, per capire quanto sia importante chi è accanto a “noi”.
    Se ami con tutto te stesso, con tutto il tuo “cuore”, non puoi non essere fedele.
    Difendo le tue idee, ma proclamo le mie. (si conclude così qst interessante dibattito senza avere trovato un punto d’incontro; tuttavia qst”scontro” mi è servito per crescere e capire maggiormente cosa voglio dalla vita. Grazie mille. Cosa sarebbe il mondo senza te!).
    buona serata.

  13. Grazie cara Raffaella, buona serata anche a te. Sulla questione della fede e della fedeltà siamo distanti, ma entrambi diamo molta importanza all’amore, e questo mi sembra già un buon punto di incontro. Che si creda o no:)

  14. Lungi dal credere che quello che sento non sia amore, anche se qll che dice Tommy risulta forse fastidioso PERCHè troppo nuovo come pensiero(ci sono punti abbastanza forti e facilmente fraintendibili), qll che dice non mi sembra del tutto errato.Qnd si ama ciecamente non si pone il problema di affermare la fedeltà ,l’esigenza di “confermarla” nasce in seguito ad un disguido o a qualcosa che ha minacciato il rapporto .Se si afferma la fedeltà significa che c’è qlcosa da difendere.
    Questo però non vuol dire che il sentimento “fedele” non si faccia “sentire” in amore.Infatti diversamente da Tommy credo che la fedeltà,intesa come legame forte(ma non abbastanza da sentirsi sicuri) ,sia qualcosa di connaturato all’amore stesso.Quando ami sai dentro di te che quella che hai davanti è la persona che VUOI (non la persona che hai scelto,ma qll che non hai potuto fare a meno di seguire in seguito ad un incontro inatteso),e temi di perderla in ogni istante, certo la sensazione fa rabbrividire ma è anche quella che ti aiuta a non tracurarla.Io non nego la fedeltà nè l’affermo…però devo ammettere che la sento dentro ogni volta che incontro la persona che amo,perchè mi sento totalmente e incondizionatamente legata a lui,o se vogliamo trasportata.

    La questione parte da come si interpreta questa “fedeltà”,se intesa come patto è evidente che tende a sminurire la grandezza dell’amore ,che è una rinascita continua e non un’alleanza che si stipula una volta e per sempre.
    Se invece la fedeltà è ciò che il soggetto che ama nutre nel sentirsi LEGATA all’altro,ovviamente la parola trova un’accezione positiva.
    Il fatto che “l’amante” si senta fedele non vuol dire che sia sicuro della fedeltà dell’altro.Anzi l’amore vero è quello che più di tutto lascia sospeso tra la certezza di amare e la tremenda paura di non essere amati più .L’incertezza riguarda non il proprio sentimento ma quello dell’altra persona ,chi ama sa perfettamente di amare e l’unica preoccupazione che ha è quella di far senire amato l’altro.
    Quello che dice T riguardo la felicità lo condivido,ma solo in parte.
    Dunque è vero che essere fedeli alla propria donna o al proprio uomo non rende felici ma questo è dovuto al fatto che il problema ancora una volta non riguarda il proprio sentimento,sentirsi fedeli non basta .
    La felicità deriva dalla continua scoperta dell’amore dell’altro,che risulta sempre incredibile e mai certo, sempre inaspettato e meraviglioso.Lo attesta il fatto che quando l’uomo o la donna che ami dichiara il suo amore restiamo completamente disorientati e la prima reazione è qll di dire “quest’uomo,qll che io amo tanto,ama proprio me??”…questa è l’incredibile meraviglia propria dell’amore.
    Ogni volta l’amore nasce e non si lascia mai ACCERTARE,
    bisogna capire se per voi questo è negativo o no.
    Certo qualcuno potrebbe dire a questo punto che l’amore è sofferenza costante ,non prevede alcuna pace, provoca sempre ansie ,incertezze,paure…ma è proprio questo che lo rende vivo .
    La tranquillità non esiste in amore,ogni giorno è uno slancio vitale e ogni istante è importante perchè potrebbe sempre essere l’ultimo…è questo che ci spinge a vivere pienamente l’altro….è questo che ci fa sentire vivi.
    E la vita si sa ha dei momento brutti e dei momenti felici quindi l’amore non può che essere bello e devastante allo stesso tempo,perchè da un lato ti rende incredibilmente vivo ,quindi felice,ma dall’altro può ferirti come nessuna cosa al mondo.
    L’amore è devastante nel bene e nel male.

  15. @ Stefy: mi piace la tua riflessione, mi fa riflettere molto. Tuttavia, come vedi, la fedeltà subentra sempre in senso difensivo. Non dico che questo sia negativo. A me preme distinguere l’amore dalla fedeltà. Se distinguo l’amore dalla fedeltà, non è semplicemente per dire che la fedeltà sia negativa. Mi preme piuttosto non ridurre l’amore a fedeltà (perchè è questo che viene fatto). E su questo credo convieni con me. Sul fatto del “legame”: il legame amoroso ha qualcosa di paradossale. E’ sbagliato dire che ci leghiamo all’altro. Mi piace pensare che, invece di legarmi, quando amo, io sia liberato, “sollevato”. Si dice che l’amore elevi, che innalzi. Spiccare il volo significa provare anche la vertgine, la paura di cadere. L’amore è quel legame che slega, che libera, e che perciò inquieta. é il legame che odia i legami, che mette fuori gioco ogni altro legame. Non si può amare la propria donna e Dio, non si può amare la propria donna e il lavoro. Non allo stesso modo, anzi l’amore entra sempre in conflitto con gli altri “amori”. L’amore non lega mai, piuttosto slega. Odia il legame, lo star legato, la Legge, ovvero il legame per eccellenza. L’amore non ha legge, si dice pure. Il che vuol dire che non conosce legame, e tuttavia è quell’unico legame che mette fuori gioco gli altri. “tu più di ogni cosa” “la più bella cosa” si dice all’amata, per dire la veritigine, la libertà, il sollevamento. Amare non significa essere legato a qualcuno, ma il liberarsi “per” qualcuno. Il concedersi. L’amore puro, se così posso dire, non ha bisogno di alcuna fedeltà. Quando cominciamo a fare questione di fedeltà è perchè non tolleriamo l’amore, che si possa amare. Un altro o l’altra. La fedeltà è odiare nell’amore la potenza di amare. Il suo legame che slega.

  16. Penso che si tratti proprio di questo:un legame che slega da ogni altro ….che slega esattamente da ogni forma di conformismo e condizionamento.Non so…forse hai ragione quando dici che bisognerebbe non confondere amore e fedeltà…per ora l’unica certezza che ho è che, come dici tu ,l’amore non si può ridurre a fedeltà perchè la supera, il disaccordo può nascere perchè io dico che la supera icludendola !!!…però lascio spazio alle tue ide,le prendo in considerazione …
    Cmq è sempre bello confrontarsi… fa sentire vivi…perchè come l’amore prevede momenti di rabbia e altri di assoluta felicità!!!!

    ps :”l’amore come fedeltà significa che nessun incontro amoroso è più concesso” … mica male l’idea??? 😛

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