L’immagine veloce

Secondo Gilles Deleuze la velocità non riguarda la rapidità o la lentezza. I bambini sono veloci – scrive – perché sanno insinuarsi negli interstizi. C’è pertanto un senso della velocità che consiste nell’insinuarsi tra le cose. In questo senso, l’immagine cinematografica è veloce. Non dunque perché, banalmente, una tale immagine esiste grazie a un certo numero di fotogrammi che scorrono entro un tempo determinato. L’immagine cinematografica è veloce perché si insinua tra i nostri pensieri e ne prende il posto. Chi ha letto le celebri pagine dell’opera di Walter Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, sa che fermarsi a pensare, mentre si sta guardando un film, significa perderselo.

Mentre guardiamo il film, l’immagine veloce prende posto tra i nostri pensieri. E si pensa dopo, finito il film, uscendo dal cinema. Come se bisognasse riprendersi, come se il film invitasse a riprendersi: il proprio pensiero, la propria vita, il mondo fuori. L’immagine veloce, proprio per la sua velocità, per il suo prepotente insinuarsi, dà da pensare.

Più facilmente, un dipinto, una foto, possono passare inosservati. Abbiamo certo più libertà di pensarle o meno. Con l’immagine veloce questo è estremamente difficile. Il che spiega il motivo per cui la nostra società si è organizzata soprattutto come controllo di una tale immagine. Un controllo che certo stupisce per il suo dispositivo, per il suo utilizzo dell’immagine cinematografica ai fini del controllo stesso. Se l’immagine veloce ha questo potere di sostituirsi al nostro pensiero, allora il miglior modo di controllarne l’effetto – ossia il far pensare, l’invito alla ripresa di sé e del mondo – consiste nel far sì che non ci sia più un dopo, che non si “esca” più dal cinema. Siamo infatti sempre – attraverso una sovrapproduzione senza precedenti, e diffusa grazie alla televisione – in una “situazione da cinema”. Usciamo dal cinema per un tempo assai limitato, e si esce quasi in ansia per altri film, anche grazie all’uso sapiente di ciò che viene chiamato “prossimamente”. La cosa più prossima, uscendo dal cinema, non è la riflessione, la ripresa della nostra esistenza, ma altri film. La velocità dell’immagine è così perduta, perché l’insinuarsi diviene sempre di più una sostituzione integrale del nostro pensiero, con conseguenze ben evidenti. Adesso è sempre più il pensiero a dovere essere veloce, a insinuarsi tra un’immagine e l’altra, nel flusso imposto alle nostre menti.

Annunci

~ di ariemma su gennaio 5, 2010.

8 Risposte to “L’immagine veloce”

  1. Riflessioni profonde quelle che si dovrebbero fare a questo punto…..
    Ma il nostro pensiero sarà in grado di “battere in velocità” il flusso delle immagini, riusciremo a riprenderci noi stessi,la nostra centralità, la capacità di pensare in modo autonomo così da non essere fagocitati dall’effimero..
    Se così non fosse temo le conseguenze sull’impoverimento della nostra anima, del nostro libero arbitrio, sulla nostra possibilità di un continuo accrescimento non solo a livello intellettuale ma anche nei rapporti umani…..
    Si finirebbe per “sopravvivere” chiusi in uno “spazio / tempo” irreale … e purtroppo credo che già se ne possano vedere le prime avvisaglie…..
    grazie Tommaso per i tuoi “post” sempre acuti e mai banali..
    cordialmente Gemma

  2. Grazie a te, cara gemma. La sfida del contemporaneo credo sia proprio questa: un pensiero veloce, che non significa necessariamente “rapido”. Per questo motivo la filosofia deve “impastarsti” con il quotidiano e non evitarlo.

  3. La riflessione è interessante, ma lascia spazio ad una serie di domande.
    Quando la velocità di cui lei parla s’insinua perfino in una mente filosofica, rendendola un meccanismo nevrotico ed incontrollabile, schiavizzata da impulsi vari, che senso ha più la filosofia?
    Se perfino il filosofo, che dovrebbe avere un minimo di pensiero autonomo, diventa vittima di certe dinamiche, che speranze hanno tutti gli altri comuni mortali?
    Se l’è mai posta questa domanda?
    Lei che ruolo sente di occupare rispetto all’immagine? Riesce a dominarla o ne è, come tutti, tristemente dominato?

  4. Cara Sara, sono certo domande interessanti. Tuttavia mi permetta un chiarimento. La velocità dell’immagine non è un fatto in sè negativo o schiavizzante. L’insuarsi di un’immagine in noi è spesso ciò che ci libera dal flusso continuo a noi imposto. Riscoprire la velocità come frattura nel continuo: era questo quello che intendevo. Bisogna essere veloci, capaci di inserirsi dove apperantemnte non c’è più spazio. Interrompere il continuo. Le immagini ci sono: non possiamo separarcene perchè le emettiamo e ce ne nutriamo. Ma l’immagine veloce è quella che ci colpisce e che ci fa pensare.

  5. Io invece trovo che l’immagine veloce sia l’esplicarsi del materialismo e della superficialità. Io credo che andrebbe riscoperta la lentezza, estenuante, del piacere. Il piacere dell’attesa, l’attesa tra un fotogramma e l’altro, tra un gesto e l’altro. Invece, purtroppo, mi sono ritrovata e mi ritrovo a confrontarmi con la velocità del mondo e delle persone, che sono lontane dai miei tempi, e quindi alla fine mi ritrovo, pur non volendo, ad essere in guerra con l’immagine, con la velocità e con molti dei concetti che lei ha espresso.
    Comunque, sono capitata sul suo blog per pura casualità, nemmeno sapevo della sua esistenza, ho letto alcune parti di esso con interesse, perchè lei mi sembra una persona meno mediocre delle altre.
    Se mi è concessa una riflessione, da buona lettrice, da pubblico se vogliamo, ho l’impressione che gran parte di ciò che lei scrive (anche la risposta che ha dato a me) sembra maggiormente frutto di “teorizzazioni sterili”. Parole. Non si offenda, ma sembra di leggere appunto “un libro di filosofia”, di quelli che tanto dicono ma che non dicono nulla. Concetti belli, esteticamente belli come parole, ma poco succo, poco contenuto, poca concretezza. Parole che stanno lì, che dicono, sembrano dire, ma non dicono nulla.
    Il mio consiglio, del tutto disinteressato, è di provare ad essere lievemente più concreto. Io trovo che il reale sia un metro di misura molto interessante, per quanto crudele e spietato. A volte, è più conveniente rimanere nel castello della sapienza, e non scendere nella volgare piazza affollata. Eppure, nei mercati ci sono colori variegati che non vi sono nel castello. Credo che lei possa capire ciò che io intendo.
    Provi a spostare le sue teorizzazioni in ambiti più reali. Rimarrà più volte sicuramente deluso, com’è capitato a me, ma forse riuscirà a partorire concetti più veri. Non rimanga ad osservare le cose da spettatore. Si metta in gioco, vedrà… Troverà amarezze e soddisfazioni, gioie e dolori, tormento e piacere. Cosa si può desiderare di più?

  6. Un lucano 🙂 E comunque il sottoscritto si occupa di topless, strip tease, chirurgia estetica, pornografia, arti visive, serie televisive, tecnologie. Trovo che siano problemi “concreti” anche se l’opposizione concreto/astratto è un vecchio luogo comune. Tutti quelli che non colgono il significato profondo della filosofia dicono, come Lei, che si tratta di cose “astratte”. Riflessione tanto comune, e sterile, questa sì. Il mio consiglio, invece, è di avvicinarsi con meno spocchia alle riflessioni di uomini che in molti casi, veda un Giordano Bruno, hanno dato la vita per le loro “astrattezze”. Tra le altre cose non mi sembra che Lei abbia colto la mia semplicissima tesi in questo piccolo post. Continua a sostenere un concetto comune della velocità in opposizione alla lentezza, quando basta leggere le prime righe del post per vedere come io non condivida affatto questa opposizione. Nonostante Lei si faccia paladina della lentezza, il suo parere in generale mi sembra un po’ affrettato. Prima di sparare a zero, legga meglio, anzi, con più lentezza, visto che le piace. Grazie 🙂

  7. …questo è il motivo per il quale ho spento la TV, e l’ho lasciata spenta per ben 3 anni.
    Il commento portrebbe risultare poco illuminante, o fuori luogo, ma in realtà era solo un pretesto per ricordarle che lei è sempre nei miei pensieri, e in questo momento fondamentale della mia vita, ancora di più, caro professore!
    In questi due anni sono cambiate molte cose, e io stessa sono cambiata. Tuttavia, più passano i giorni, e più mi rendo conto che sarei forse stata una persona molto più piena se lei fosse rimasto qua! Il nostro prof. di mate&fisica attuale ha fatto un lavoro eccezionale con la mia mente.. Posso paragonarlo alle immagini veloci di cui parla? E’ come se mi mancasse l’aria quando lui parla, perchè me la ruba completamente. Solo quando me ne distacco ho il tempo di riflettere sulle sue parole, e di respirare, di pensare lentamente. E’ un po’ lo stesso effetto che mi facevano le sue lezioni, ma molto più amplificato dalla consapevolezza di ciò che sta succedendo.
    Spero di sentirla presto e magari di vederla anche.
    Mi manca un sacco e l’ammiro sempre, prof!!
    Silvia (del Nitti)

  8. Cara Silvia, ogni volta lasciare una classe è per me qualcosa di insopportabile. Pensa che spesso, soprattutto nei momenti bui, ricompongo nella mia mente le classi in cui sono stato, come se dovessi tenere in quel momento la lezione. Banchi, o il taglio di capelli, li tengo a mente. Un lavoro apparentemente inutile, visto che voi cambiate, crescete. Ma a me piace ricordarvi così, nei vostri banchi, che mi guardate e vi aspettate qualcosa da me. Qualcosa di diverso, di strano o coraggioso. Non sai quanto queste immagini siano indispensabili per me. Non nascondo che mi rendono anche triste, perché avrei desiderato restare sempre almeno un altro giorno con voi. Ma siete sempre nei miei pensieri. E poi finora, sappilo, a nessun altro ho dato 10 in filosofia. In bocca al lupo, cara Silvia. Con immutata stima, il tuo prof (mai ex)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: