Pietro Presti, La fragilità dei corpi

Un gioiello, una scheggia bellissima nella letteratura. Un romanzo che è una lunghissima poesia. Quattro vite, ai margini di tutto, dove la fragilità è inaggirabile. Si sta al limite tra droghe, sballi, amori, lotte. Una vita a Palermo che nemmeno se lo meritava un romanzo sopra. Perchè questo romanzo è scritto proprio “su” di loro, pesa sulle vite, le fa gridare più forte.Un libro che ti butta fuori come da un regolamento di conti con i propri personaggi. Mai avrei creduto che si potessero assestare tanti colpi, tante parole.

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~ di ariemma su giugno 17, 2010.

2 Risposte to “Pietro Presti, La fragilità dei corpi”

  1. Non so se ha avuto modo di leggere mai qualcosa di Margaret Mazzantini. Io adoro quel genere di scrittura… è una pancia calda in cui lasciarsi dondolare. La forza è nella costruzione dell’immagine… visioni ascoltate attraverso il fruscio della carta rimarginata sotto i polpastrelli… una scrittura come poche in Italia. La storia diventa una piaga da sanare, la sua scrittura, convulsa, appetibile, immaginifica… è colla calda tra le dita. “Venuto al mondo” è un romanzo che le consiglio di leggere (se non lo ha già fatto)… è facile trovarvi quella terra di mezzo, quella forza, quel vigore della parola in cui consumare un solitario ristoro.
    Antonio.

  2. caro antonio, grazie del suggerimento. Darò uno sguardo al più presto

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