In libreria: Contro la falsa bellezza. Filosofia della chirurgia estetica

Nelle migliori librerie, il mio nuovo libro!

Oggi uomini e donne ricorrono all’intervento chirurgico, come pure vecchi e giovani. La chirurgia estetica oltrepassa, uniformandoli, sessi, età, etnie, culture. Tutti si rifanno, o almeno, è quel che credono di fare. Ognuno con un significato apparentemente diverso. Ognuno stregato da quella falsa bellezza che così chiamiamo perché tenta di cancellare la sua prima caratteristica: quella di essere plurale. Proprio della bellezza è di resistere ai criteri che sembrano definirla. Niente come la bellezza fa segno verso un pluralismo, che oggi, lungi dall’essere affermato, è sempre più limitato e negato. La diffusione della chirurgia estetica è sicuramente uno dei dispositivi più evidenti di tale negazione.

Alla plasticità ristretta della chirurgia estetica bisogna dunque opporre una plasticità allargata. Affinché bellezza diventi l’insolente balzare fuori dalla nostra vergogna.

Contro la falsa bellezza. Filosofia della chirurgia estetica è stato già annunciato nel corso del bellissimo Making Art Festival di Marconia il 25 agosto e avrà uno spazio all’interno del Primo Festival del Pensiero Emergente, di cui parlerò a breve.

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~ di ariemma su settembre 15, 2010.

9 Risposte to “In libreria: Contro la falsa bellezza. Filosofia della chirurgia estetica”

  1. complimenti per il nuovo libro Tommaso!
    un caro saluto

  2. Grazie Cara Rita! Scusa il ritardo!

  3. Salve Tommaso,
    Sono Mariano, so che il mio nome non ti dirà granché ma ci siamo conosciuti al primo anno del Corso di Laurea in Filosofia della Federico II. Seguivamo assieme alcuni corsi: teoretica, morale, e forse storia della Filosofia… Abbiamo discusso sporadicamente assieme, ma tu allora già portavi in aula i tuoi scritti e ti confrontavi apertamente con diversi colleghi. Mi ricordo le tue discussioni con Raffaele (anch’egli giovane dalla mente acuta)… La mia vita universitaria purtroppo è stata quella di una meteora, al terzo anno sono stato costretto a lasciare gli studi per difficoltà economiche e ho intrapreso carriera nel settore della ristorazione con il sogno di poter un giorno ritornare alla passione che ha cambiato il corso della mia vita e tutte le mie scelte. Ti scrivo perché a distanza di dieci anni, ha prodotto in me un immenso piacere sapere dei tuoi traguardi, dei libri scritti e vedere che, per usare il linguaggio aristotelico, il filosofo che eri in potenza, ha agito ed è divenuto filosofo in atto. Lo ritengo un traguardo importante e ti assicuro che ne devi andare fiero!.
    Io arrivai a quel primo anno di studi da un altro mondo… Ero un perito chimico che si era appena trasferito alla facoltà di filosofia dalla facoltà di chimica e tecnologie farmaceutiche, portandosi con sé una visione del mondo democritea frutto delle conoscenze scientifiche che caratterizzavano la mia formazione… ma schiacciato da interrogativi esistenziali che esigevano risposte. Ero a digiuno di tutto ciò che, per più di 3000 anni, aveva pulsato nel cuore dell’Occidente e giungere nel tempio del sapere fu uno scontro al quale non ero pronto. Ignaro di ciò che mi aspettava ero tuttavia guidato dalla sete del nomade. La filosofia è stata per me l’oasi cercata per una vita. E forse non solo una coincidenza essersi iscritti proprio cento anni dopo la morte di Nietzsche, come a dar maggior valore a una scelta che per me sarebbe stata così definitiva.
    Ho seguito con attenzione il breve filmato della conferenza della tua ultima lezione del corso di Estetica dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e Perugia e mi è parso significativo l’uso dei concetti “agire”, “scelta” e “esposizione”. È un tema molto interessante e vorrei approfondirlo leggendo i tuoi libri. Mi ha ricordato… il titolo del documentario di M.T. Giordana sulla tratta dei clandestini tra Africa ed Europa “Quando sei nato non puoi più nasconderti”. Noi veniamo al mondo, nasciamo, usciamo fuori da un “guscio” di materia cellulare… veniamo fuori abbandonando una dimensione della quale restano dei ricordi, dei richiami… nel sonno la posizione frequente che noi assumiamo è quella fetale… ma oramai è tardi, siamo chiamati ad Esserci, non possiamo tirarci indietro e come tu giustamente sostieni cominciamo a vagare, a brancolare in un buio di inconsapevolezza dell’agire…
    Spero che avrai modo di leggere questa lunga missiva… Spero di poter scambiare qualche riflessione. A presto e buon lavoro!!!.

  4. ottimo post…

  5. Ciao a tutti, segnalo a Tommaso e a tutti i visitatori che è uscito il mio nuovo libro PARAFFI. LA QUESTIONE DEL PARERGON DA KANT A DERRIDA, Aracne editrice, pp. 260

  6. Caro Santi, in bocca al lupo per le tue pubblicazioni!

  7. Caro Mariano, scusa per il ritardo con cui ti rispondo ma sono tornato da poco da Berlino. Da lì ho potuto solo approvare il tuo commento e farlo apparire sul blog. Ti ringrazio davvero tanto per quello che hai scritto. Mi hai fatto ricordare lo spirito del primo hanno di facoltà. Un anno per me difficile e insieme bellissimo, molto ricco. Si discuteva molto, si scriveva tanto. Napoli per me è stata un grande laboratorio. Soprattutto dal punto di vista studentesco. I professori, con le dovute eccezioni, furono un po’ ignorati. Ci piaceva esporre ed esporci. Come vedi ne ho fatto poi il principio delle mie ricerche. Mi dispiace molto che tu non abbia potuto continuare gli studi e mi auguro che tu possa in qualche modo riprenderli. Se ti va, io a Napoli organizzo da gennaio ad aprile il Trip filosofico, un dibattito di filosofia aperto a tutti, il sabato pomeriggio. La nuova edizione verrà pubblicizzata ovviamente quanto prima su questo blog, dove già puoi trovare delle informazioni sulle edizioni precedenti. Potremmo anche discutere lì, visto che abbiamo parlato poco dal vivo a suo tempo e mi dispiace molto. Ti ringrazio per la segnalazione del lavoro di M.T. Giordana. Hai centrato perfettamente il senso del mio discorso. A presto allora, e ancora grazie per il tuo sostegno

  8. Sono davvero felice che le mie parole abbiano rievocato in te i ricordi di un periodo così intenso(al di là del bene e del male). Furono anche per me giorni intrisi di significato; quei giorni in cui ci cimentavamo all’apertura di sentieri e scoprivamo un incredibile straordinario reticolo di possibilità, strade da percorrere, profumi e aromi da inseguire per assaggiare inusitati cibi dell’anima. E quella fievole ma incessante eco il cui fruscio penetrava in noi indefesso: “Muss en sein?”, “Es muss sein! Es muss sein!”. Grazie per la gentile risposta. Spero di poterci essere al dibattito che organizzerai. A presto!.

  9. […] riflessione proprio su omologazione e differenza, facendo un discorso molto vicino a quello del tuo pamphlet sulla chirurgia estetica e contro la “falsa bellezza”, che io ho letto, apprezzato e […]

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