Source code di Duncan Jones

Come il suo precendente Moon, anche questo secondo film di Jones conferma il talento del regista e il suo gusto per una fantascienza esistenziale, commovente e toccante, che ricorda molto i romanzi di P. K. Dick. Irreversibilità del tempo e mondi paralleli: sono i problemi  che deve fronteggiare il protagonista del film. Attraverso il dispositivo del source corde ha la possibilità di tornare indietro nel tempo, vivere solo otto minuti, per individuare l’attentatore su un treno che è già esploso, e che a breve colpirà di nuovo. I passeggeri del treno moriranno comunque, lui può solo salvare il futuro. Può solo ogni volta vivere quella scia di otto minuti, quella piccola vita dopo la morte, nei panni di uno dei passeggeri.  Ma forse il futuro non è la sola cosa che il protagonista vuole salvare: forse la possibilità di un nuovo inizio, di un inizio impossibile è la vera posta in gioco. Un inizio che ha luogo non  in seguito a una catastrofe, ma a qualcosa di diverso, come l’amore. Consigliato a chi ama sfidare l’impossibile.

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~ di ariemma su maggio 16, 2011.

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