Don Draper e la filosofia

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“All’inizio della serie Don Draper è creduto da tutti invincibile e misterioso. Harry Crane, uno dei suoi collaboratori, a un certo punto confessa: «Draper? Chi sa niente su di lui? Nessuno ha mai sollevato quella roccia. Potrebbe essere Batman per quello che ne sappiamo».
Tutti pensano che Don Draper abbia una sorta di tocco magico e che non abbia nessun punto debole. Ma lo spettatore attento sa, vede.
Il suo sguardo sullo schermo, mentre la serie Mad Men va in onda, non può non soffermarsi sul continuo scoprirsi fragile di Don, il vero perno narrativo, e delle persone che lo circondano. La stessa sigla di apertura fa vedere, per la maggior parte del tempo, un uomo che cade, dopo che il suo ufficio – il suo mondo – è andato in frantumi. […]
I colpi che gli vengono inferti dal suo passato sembrano quei colpi di cui parla lo scrittore americano Francis Scott Fitzgerald, nel momento in cui confessa il suo crollo. Quel genere di colpi che «arriva dall’interno, che avverti solo quando è troppo tardi per correre ai ripari»”. (Niente resterà intatto. Introduzione non-convenzionale alla filosofia)

~ di ariemma su febbraio 21, 2016.

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