Mark Fisher: Buono a nulla

•marzo 10, 2017 • Lascia un commento

mark_fisher[testo reperito e consultabile anche qui]

Ho sofferto di depressione in modo intermittente da quando ero un adolescente. Alcuni di questi episodi sono stati fortemente debilitanti- con conseguente tendenza all’autolesionismo, a isolarmi (ho passato mesi e mesi nella mia stanza, uscendo solo per ritirare la posta o per acquistare un minimo di cibo necessario), e tempo trascorso in reparti psichiatrici. Non direi che sono guarito completamente, ma sono contento di notare che sia l’incidenza che la gravità degli episodi depressivi si sono notevolmente ridotti, negli ultimi anni. In parte, ciò è conseguenza dei cambiamenti nella mia vita, ma è anche il risultato di essere arrivato a una diversa comprensione della mia depressione e di ciò che la causa. Metto a disposizione le mie esperienze di disagio mentale non perché penso che ci sia qualcosa di speciale o unico, ma perché molte forme di depressione possono essere meglio comprese  – e meglio combattute – attraverso schemi che sono impersonali e politici, piuttosto che individuali e “psicologici”.

Scrivere  della propria depressione non è facile. La depressione è in parte costituita da una beffarda voce “interiore” che ti accusa di auto-indulgenza – non sei depresso, stai solo cercando scuse per te stesso – e tale voce rischia di assumere maggiore importanza rendendo pubblica la propria condizione. Naturalmente, questo richiamo “interiore” è anche l’espressione interiorizzata delle forze sociali presenti, alcune delle quali hanno tutto l’interesse a negare qualsiasi collegamento tra la depressione e la politica. Continua a leggere ‘Mark Fisher: Buono a nulla’

Machiavelli e Il Trono di Spade

•febbraio 20, 2017 • Lascia un commento

Foucault: la scrittura è la morte degli altri

•febbraio 8, 2017 • Lascia un commento

foucault(testo reperito e consultabile anche qui]

[Tra l’estate e l’autunno del 1968 Michel Foucault e il critico letterario Claude Bonnefoy registrarono una serie d’incontri con l’idea di pubblicare, presso le edizioni Belfond, un volume di conversazioni in cui Foucault avrebbe parlato del proprio rapporto con la scrittura. Il progetto fu poi abbandonato. La trascrizione di questi colloqui è stata resa pubblica nel 2004 e Cronopio ne ha da poco pubblicato la versione italiana: Il bel rischio. Conversazione con Claude Bonnefoy, a cura di Antonella Moscati. Presentiamo alcuni brani del libro. I titoli dei paragrafi sono redazionali].

La scrittura e gli altri

Ciò che è chiaro, ciò che ho subito sentito, quando verso i miei trent’anni ho cominciato a provare il piacere di scrivere, è che questo piacere comunica sempre con la morte degli altri, con la morte in generale. Di questo rapporto fra la scrittura e la morte oso a stento parlare, perché so bene che uno come Blanchot ha detto a questo proposito cose molto più essenziali, generali, profonde, decisive di quanto possa dire io adesso. Parlo qui sul piano di quelle impressioni che sono come il “rovescio del ricamo”[1], e che cerco di seguire in questo momento, e mi sembra che l’altro lato del ricamo sia altrettanto logico e in fondo altrettanto ben disegnato, o comunque non peggio disegnato, del lato che mostro agli altri. Continua a leggere ‘Foucault: la scrittura è la morte degli altri’

Al mondo ci sono solo isole: recensione su Satisfiction

•febbraio 5, 2017 • Lascia un commento

copertina-al-mondoPotete leggere qui la bella recensione di Nino Fricano su Satisfiction!

Al mondo ci sono solo isole: una recensione sulla rivista “Dodici”

•gennaio 10, 2017 • Lascia un commento

rece-al-mondo-solo-isole

L’antifilosofia: intervista a Boris Groys

•gennaio 3, 2017 • Lascia un commento

boris groys[intervista apparsa su Artribune, consultabile anche qui]

Professor Groys, nei suoi testi parla di anti-filosofia: ce ne può dare una breve definizione? Quale relazione intercorre fra anti-filosofia e anti-arte?
Per molto tempo l’arte è stata considerata una manifestazione dell’idea eterna di Bellezza, mentre la filosofia era considerata una manifestazione della Ragione universale. Ma in seguito l’arte (in quanto anti-arte) ha iniziato a occuparsi di desiderio, sofferenza, distruzione, dinamismo, ma anche di vita quotidiana e noia ordinaria. Ugualmente il discorso filosofico ha cominciato a includere l’élan vital, il desiderio di morte, la noia profonda, l’estasi sacra, le strutture linguistiche, le forze produttive e altre cose simili. Questi sviluppi hanno implicato una critica delle tradizionali nozioni di filosofia e arte, ma hanno anche portato a un ampliamento degli ambiti artistico e filosofico. Continua a leggere ‘L’antifilosofia: intervista a Boris Groys’

La filosofia di Fichte e la serie tv The Young Pope

•gennaio 2, 2017 • Lascia un commento