La formula del successo delle nuove serie televisive

•agosto 29, 2014 • Lascia un commento

breaking bad“Dickens inseriva personaggi, situazioni, eventi volti a generare nel pubblico una grande attrazione, un’attesa messianica per una storia che trovava solo in futuro una realizzazione compiuta. Un futuro che poteva anche non arrivare.
La serialità di Dickens non è la serialità che potrebbe andare all’infinito, bensì una serialità che presenta una storia interrotta, tagliata in più punti, dove ogni taglio genera ansia e preoccupazione. Ovvero genera cura, investigazione e dedizione.
Se è vero che la narrazione seriale di Dickens potrebbe essere all’origine di telefilm e telenovelas, è anche vero che questi prodotti televisivi per molto tempo hanno rimosso la parte più rivoluzionaria della serialità dello scrittore: la messa in opera di una serie come se si trattasse di una forma di vita nascente. Alla serialità industriale delle cose inanimate, Dickens oppone la serialità che compone una vita.
Sarà forse un caso che Gilles Deleuze – il filosofo del Novecento più interessato alla vita – citi nel suo ultimo scritto proprio una situazione del romanzo di Dickens ‘Il nostro comune amico’, come esempio di ciò che intende per una vita? Leggiamo: «Nessuno meglio di Dickens ha raccontato cos’è una vita [...] Una canaglia, un cattivo soggetto disprezzato da tutti, è ridotto in fin di vita; ed ecco che quelli che se ne prendono cura mostrano una sorta di sollecitudine, di rispetto, di amore per il minimo segno di vita del moribondo»” (Sul filo del rasoio. Estetica e filosofia del taglio, p. 34)

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854870321

Galveston: Pizzolatto, True detective e … Dickens!

•agosto 26, 2014 • Lascia un commento

“All’inizio del romanzo ci troviamo di fronte all’impressione di una vita non ancora soggetta a una trama, una vita in cerca dell’intreccio che poi gradualmente avrebbe cominciato ad addensarsi intorno a essa; mentre alla fine abbiamo invece la sensazione di una vita che è sopravvissuta al suo stesso plot, vi ha rinunciato, ne è in un certo senso guarita: una vita ridotta a residuo e a sopravvivenza”. Queste frasi dedicate a Dickens dal teorico della narrazione Peter Brooks (e discusse qui) possono essere facilmente utilizzate anche per descrivere i personaggi di Galveston, il romanzo rivelazione di Nick Pizzolatto. La qualità “dickensiana” dei suoi personaggi, la trama non certo forte, tale da permettere ai personaggi di sporgersi e uscir fuori, è una delle caratteristiche centrali, che ritroviamo anche nelle nuove serie tv americane, da Breaking Bad a Mad Men, da Lost a True Detective. Nick Pizzolatto, del resto, è diventato di recente celebre proprio per essere il creatore, lo sceneggiatore e il produttore dell’ultima serie citata. Roy Cady, protagonista di Galveston, criminale in un’America nera, ha non pochi punti in comune con Rust Cohle, protagonista di True Detective. Una narrazione sfibrata e larvale, molta oscurità per lasciar brillare queste due stelle. 

Dickens e le serie televisive

•luglio 31, 2014 • Lascia un commento

dickens

Ecco la formula del successo della nuova produzione di Hollywood (serialità televisiva, trilogie alla Nolan): abbandono di Aristotele, nessuna grande narrazione, personaggi scolpiti, ricerca dell’opera “infetta”. In una sola parola: Dickens. Nessuna serie televisiva o saga di valore si sottrae all’omaggio esplicito o implicito. Nessun Batman di Nolan senza Dickens

La filosofia di Mad Men a Popsophia!

•luglio 6, 2014 • 4 commenti

Spin-off video di “Canone inverso. Per una teoria generale dell’arte”

•giugno 7, 2014 • 2 commenti

Manga, cultura otaku, postmodernità, l’estetica di città come Berlino e altro ancora… Uno dei migliori prodotti del mio corso di Estetica per studenti di Grafica. Una videosintesi delle mie lezioni realizzata dagli stessi studenti

Un momento della nuova j’aime session: il cocktail filosofico “giovane artista” (con giovani artisti)

•giugno 6, 2014 • Lascia un commento

Un momento della nuova j’aime session: il cocktail filosofico “giovane artista” (con giovani artisti)

Un momento della nuova j’aime session: il cocktail filosofico “francescano”

•giugno 6, 2014 • Lascia un commento

Un momento della nuova j’aime session: il cocktail filosofico “francescano”

Le tesi di “Canone Inverso” nella forma di speciali cocktails filosofici notturni!

 
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