Nietzsche e Lou Salomé, per Canone Inverso

•aprile 23, 2014 • 2 commenti

Nietzsche e Lou Salomé, per Canone Inverso

“Siamo a Roma, è il 13 maggio 1882. Una ragazza poco più che ventenne, Lou Salomé, incontra un trentottenne tedesco, Friedrich Nietzsche. È già noto nell’ambiente intellettuale, ma solo alla sua morte l’Europa verrà letteralmente invasa dai suoi libri. Quella sera ci sono solo un uomo e una donna. Sono giovani, sono attratti l’uno dall’altra. Appena si salutano lui le dice: «Cadendo da quali stelle siamo stati spinti qui, l’uno incontro all’altra?».
La frase non desterebbe più di tanto l’attenzione se a pronunciarla non fosse l’inventore di una vera e propria “astronomia culturale” e che ha fatto del suo pensiero qualcosa di leggendario: ha introdotto nella nostra vita una serietà estetica prima inimmaginabile, una vita ora in un diverso rapporto con le stelle.” (Canone inverso. Per una teoria generale dell’arte, p. 17)

http://www.villaggiomaori.com/catalogo/#!/~/product/category=0&id=34898678

Per un elogio della ghigliottina

•aprile 22, 2014 • Lascia un commento

Per un elogio della ghigliottina

Quale potenza di taglio e dunque di con-divisione è stata sottratta ai governati? Come dimostreremo, agli individui – ovvero a coloro in grado di portare fino alle estreme conseguenze il taglio e la con-divisione – è stato negato in primo luogo il taglio capitale.
Nonostante si scriva come non mai di capitale e di capitalismo, delle sue trasformazioni e delle possibili resistenze, non c’è nessuno a ricordare che il capitale, per etimologia e funzione simbolica, è una questione di testa. Nessuno che evochi il taglio in senso affermativo, nessuno più che faccia l’elogio della ghigliottina. (Sul filo del rasoio. Estetica e filosofia del taglio, p. 67)

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854870321

Sul filo del rasoio. Estetica e filosofia del taglio

•aprile 21, 2014 • Lascia un commento

Sul filo del rasoio. Estetica e filosofia del taglio

E anche l’ultima fatica è uscita: un degno compagno di “Canone inverso”, dedicato soprattutto all’analisi dell’opera d’arte di massa.  Ancora grazie a tutti quelli che mi hanno dato una mano nella composizione dell’opera. Siete nei ringraziamenti.  Ora non mi resta che preparare il mio intervento per un convegno sull’identità corporea, dal titolo “Il paradosso del selfie”.

Boris Groys, per Canone Inverso

•aprile 17, 2014 • Lascia un commento

Boris Groys, per Canone Inverso

“L’artista sembra aver perduto la tradizionale reputazione di autore paradigmatico, creativo o addirittura geniale. Nell’era moderna la creatività artistica era considerata esattamente come l’incarnazione della vera, autentica, genuina produzione umana, un ideale positivo condiviso dalla maggioranza della popolazione al quale si opponeva il lavoro alienato. Da allora quest’ideale non solo ha perso valore sotto il profilo sociale a causa della rivalutazione del consumo, ma ha visto minati i suoi presupposti teorici di base. Com’è noto, il dibattito strutturalista-post-strutturalista si è incentrato principalmente sul tema della morte dell’autore, con riferimento al fatto che l’artista è ormai incapace di offrire al mondo intuizioni e forme nuove, autentiche e originali: ogni artista, quindi, è essenzialmente un utente [...]. Da produttore esemplare l’artista è diventato, per così dire, un consumatore esemplare. Soprattutto quando si tratta di installazioni e di nuovi media, l’artista lavora sia con elementi autoprodotti sia con oggetti prodotti all’esterno. L’atto stesso della produzione dell’arte è equiparabile allo shopping: l’artista trae ispirazione da immagini e oggetti della cultura di massa in cui vive e li modifica per creare uno spazio proprio, esattamente come fa ogni altro consumatore” (Boris Groys, nel cast di “Canone Inverso. Per una teoria generale dell’arte”)

Andy Warhol, per Canone Inverso

•aprile 14, 2014 • 4 commenti

Andy Warhol, per Canone Inverso

“Alcune aziende erano recentemente interessate all’acquisto della mia aura. Non volevano i miei prodotti. Continuavano a dirmi: – vogliamo la tua aura – . Non sono mai riuscito a capire che cosa volessero. Ma sarebbero stati disposti a pagare un mucchio di soldi per averla. Ho pensato allora che se qualcuno era disposto a pagarla tanto, avrei dovuto provare ad immaginarmi cosa fosse” . (Andy Warhol, tra i protagonisti di “Canone Inverso. Per una teoria generale dell’arte”)

Banksy, per Canone Inverso

•aprile 13, 2014 • Lascia un commento

Banksy, per Canone Inverso

“Provavo la terribile sensazione di quando qualcuno ti mostra un’opera e fa così schifo che non sai da dove cominciare [...]. Thierry aveva questa eccezionale documentazione filmata, che nel piccolo mondo della street art aveva grande importanza ed era irripetibile. Allora ho pensato: cerchiamo di fare qualcosa che si possa vedere. Così ho deciso di provarci io” (Banksy, nel cast di “Canone inverso. Per una teoria generale dell’arte”)

Roland Barthes, per Canone Inverso

•aprile 12, 2014 • Lascia un commento

Roland Barthes, per Canone Inverso

“Il soggetto che parla qui deve riconoscere una cosa: gli piace uscire da una sala cinematografica. Ritrovandosi nella strada illuminata e quasi deserta (ci va sempre di sera e lungo la settimana) e dirigendosi mollemente verso qualche caffè, cammina in silenzio (non gli piace parlare subito dopo il film che ha appena visto), un po’ intorpidito, goffo, infreddolito — insomma, assonnato: ha sonno, ecco che cosa pensa; nel suo corpo si è diffuso un senso di sopore, di dolcezza, di calma: languido come un gatto addormentato, si sente un po’ disarticolato, o meglio (perché per un’organizzazione morale il riposo non può consistere che in questo) irresponsabile. In breve, è evidente, esce da uno stato di ipnosi” (Roland Barthes, mentre prova in mente una battuta da dire in “Canone Inverso. Per una teoria generale dell’arte” )

 
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