La fragilità della superficie. Breaking bad e la filosofia

•gennaio 12, 2016 • 2 commenti

walter white“La fragilità della superficie è la condizione di possibilità del prodotto di Walt. I suoi cristalli di metanfetamina sono ottenuti rompendo una lastra della sostanza, mandando in frantumi la sua vita. Se Breaking Bad rappresenta un naufragio, questo è soprattutto il naufragio della ricerca ossessiva del puro, dell’etica della buona causa che sottostima le conseguenze di un’azione. Tutta la serie ci porta al cuore dell’etica occidentale contemporanea, un cuore oscuro”. (Niente resterà intatto. Introduzione non-convenzionale alla filosofia, p. 87)

La prima recensione a “Niente resterà intatto. Introduzione non-convenzionale alla filosofia”

•gennaio 10, 2016 • Lascia un commento

ariemma niente resterà inattoDa pochi giorni ordinabile in libreria, il libro ha già la sua prima –  e bellissima – recensione. Qui.

Il mio nuovo libro: “Niente resterà intatto”. Disponibile presso l’editore e in libreria

•gennaio 5, 2016 • 2 commenti

niente copertina

Niente resterà intatto. Introduzione non-convenzionale alla filosofia.  Qui il link alla pagina dell’editore per ordinare e ricevere la tua copia direttamente a casa.

Niente resterà intatto è un’opera irriducibile a un genere preciso. Attraversa strategicamente la storia della filosofia, ma offre al lettore, a sua volta, una filosofia singolare. La sua tesi di fondo è che nulla può sottrarsi all’esposizione, alla fragilità, ma fragile è anche il contrario di docile.

Con una scrittura che mescola i più diversi generi praticati – il dialogo, il racconto, il poema in prosa, l’aforisma, il trattato, il saggio – l’autore mira allo studente alle prime armi e allo studioso più avvertito. La riflessione più astratta si ritrova insieme a pratici esercizi filosofici. E i contenuti del grande canone della filosofia occidentale si contendono la scena con i personaggi delle serie tv, le icone della cultura di massa, i racconti di viaggio e le esperienze didattiche.

L’animale che piange

•dicembre 30, 2015 • Lascia un commento

Margaret-Keane

“Animale che piange, l’uomo incontra nel pianto l’animalità che crede di aver rimosso, contro la quale con troppa superficialità si scaglia, credendosi disgiunto. Solo un incontro può far piangere, solo qualcosa che rientra nell’ordine dell’imprevedibile o dell’inaccettabile. Si piange di gioia, o di dolore, per ciò che non credevamo che fosse. Il pianto è la mortificazione della credenza. Hegel stabilisce la contrapposizione tra l’uomo e l’animale in base alla religione, ovvero alla fede. Piangendo, l’uomo diviene animale proprio perché ogni credenza viene meno, come pure la parola. Ma sarebbe troppo riduttivo dire che le lacrime siano qualcosa in meno della parola, qualcosa in meno della fede. Al contrario sono ciò di cui le parole mancano, di cui la fede manca. Sono ciò che viene. Sono cooriginarie dell’incontro senza aspettative, dell’incontro assoluto. Le lacrime dicono la nostra nudità nei confronti dell’avvenire”. (da “Il nudo e l’animale. Filosofia dell’esposizione” (2006), p. 80-81)

Anatomia della bellezza su “Gioia”

•novembre 29, 2015 • 1 commento

anatomia gioia

Filosofia di Breaking Bad. Il video di Popsophia

•ottobre 20, 2015 • Lascia un commento

Secondo spin-off del mio corso di Estetica 2015: la video-sintesi

•ottobre 4, 2015 • 1 commento

 
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